Roccamonfina

Euro falsi, indagine Italia-Francia

Un flusso ingente di euro falsi lega l'Italia, in qualità di primo produttore europeo, alla Francia, che detiene il primato di paese di maggiore destinazione. Un canale ininterrotto scoperto dal lavoro congiunto della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e di quella transalpina di Nancy, che ha portato all'esecuzione di 22 provvedimenti restrittivi eseguiti nei due Paesi e al sequestro, in un anno, di stamperie clandestine nel Napoletano, e soldi falsi, oltre 100mila euro. "Per la prima volta - ha affermato il procuratore capo di S. Maria, Maria Antonietta Troncone - Italia e Francia hanno dato seguito all'accordo sottoscritto il 23 maggio scorso presso la sede di Eurojust all'Aia creando una Squadra Investigativa comune, che ha permesso non solo lo scambio di informazioni, ma soprattutto di realizzare insieme le indagini".

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